Solo nel letto e penso a te… Che bello non sentire gli odori 

Sono qui nel letto, ieri avevo dormito sul divano d ci sono ancora i cuscini come li abbiamo lasciati… Pensare che ci hai dormito tu due sere fa mi fa impazzire. 

Sono felice di non sentire il tuo odore.. Ne morirei, sono felice di non sentirlo… Di non rimanerne soap innamorato estasiato. 

Sono qui nel letto e penso a tutti i bei momenti passati assieme, le risate i viaggi, le bevute, le nostre avventure ed i nostri piccoli furti. 

Sono qui nel letto e non faccio altro che pensare a te mi chiedo quando finirà. 

Sono qui nel letto… Senza te… Senza la mia anima… Senza il mio cuore, senza il mio amore.. 

Sono qui nel letto

Sono qui nel letto

Solo… Qui…. Nel letto… 

Senza te

Io mi sento sempre prima scelta, non mi accontento.

La delusione non é la fine della speranza.
È l’inizio di un altra vita.
Era regia la vita. Divenuta carcere.
Il cemento circonda i corpi. La paura le anime.
L’illusione rassenera. Si evade, senza muoversi.
Non é chiuso il domani. È arduo l’oggi.
Ci sono diverse strade; la piu ovvia ed impervia, quella che porta a se stessi.
C’é poca scelta. Per chi si sente prima scelta.

Buon pomeriggio mondo

So napulitan

Chi nasce e cresce a Napoli, anche se ricco, conosce la povertà. Non come impressione o come sensazione, ma come parente. Napoli non ti lascia sfoggiare il Rolex d’oro: se lo prende. Napoli non si può permettere Versace? Lo imita. Napoli non dice di no agli stranieri, l’indigenza é un parente di tutti, siamo tutti cugini. Quando sei napoletano, sei ricco, e sei povero. In realtà, a Napoli, sei quel che sei. La povertà e la ricchezza sono concetti che non appartengono all’essere, tanto meno all’umanità. Non li sento miei. All’oro, preferisco l’abbraccio. Ma loro, vogliono l’oro. E ci adeguiamo ma ad entrambe.Buondi amici

La verità

La verità è che qualche tempo fa, per le strade, nelle piazze, in mezzo alla folla, eravamo soli.
C’era tanta gente, tanto rumore, ma pochi sguardi, ed ancor meno abbracci.
Oggi, le strade sono vuote. Le case piene.
Le menti si ricordano di ieri, per vivere l’oggi.
Domani, di nuovo, lì fuori, sarà pieno.
Ed i nostri corpi si sfioreranno come prima . Senza che vedano i nostri occhi, palpitino i nostri cuori.
Le nostre bocche parleranno ancora. Senza che arrivi all’anima.
Il mondo di fuori, di nuovo, sarà pieno di noi, e vuoto di noi. Ci ho messo tanto a costruire il mio mondo. Anni ed anni a tessere una tela che possa raccogliere la mia famiglia, i miei amici, e gli altri.
Sono stato paziente. Sono un padre. Senza esserlo. Lontano non per mia scelta, ma la scelta non prende il posto di un abbraccio.
È tutto crollato.
Non c’è più nulla della trama.
Ma io ci sono sempre.
E domani, abbraccerò i miei figli. Bacerò mia madre.
La mia casa è crollata. Ma l’amore è un castello.Sarà tutto più bello?
No.
Sarà tutto più duro.
L’unica morbidezza.
Sarà tra le braccia altrui. L’Italia non ne uscirà più forte.
Semmai, più giovane.
Ma il fatto é che tu, io, tutti noi, siamo soggetti al tempo. Prigionieri della vita, divisi da culti e valori, spesso da ideologie nate da bugie, ma la vecchiaia é il destino di tutto ciò che vive.
Domani saremo noi. A sbirciare dalle finestre chiusi in casa, pregando di non essere falciati dopo una vita intera di lavoro e di sacrifici.
Forse per un virus, forse per le bombe che cadranno, forse semplicemente per la paura degli altri.
Oggi, passerà. I nostri cappelli, da scuri, biondi, o castani, diventeranno radi, e bianchi. Il mondo ci accantonerà, poiché abbraccia solo chi produce.
Siamo giovani, in dirittura di divenire vecchi. Obliati. Forse venerati se abbiamo soldi, o pesi per chi abbiamo sempre amato, difesi.
L’Italia non ne uscirà più forte. La parte migliore se ne sta andando, ricordati oggi, pianti, ma dimenticati ieri. Lei viaggiava spesso.
Ma non andava mai via da me.
Poiché abitava nel mio cuore.

Buon pomeriggio a tutti

Ascoltate non cercate di imporvi con la forza

Vedo con stupore un infinita di neo filosofi forti della visione di serie, documentari, o telegiornali che si improvvisano a “Guru” o “Counselor” con la pretesa di essere nel giusto.
Ribadendo che non necessariamente la cultura si acquisisce tramite gli studi, bisogna però considerare un infinità di fattori che oltre ad essere estemporanei sono intimi.
Ergo, ciò che potrebbe essere applicato a voi potrebbe essere il veleno di altrui. Ed è al limite pietoso vedere battagliare per imporre le proprie vedute.
Capisco e comprendo che siamo in un stato particolare dove non possiamo valere per le nostre auto, i nostri vestiti, le nostre posizioni, eccetera, ma bisogna avere la decenza oggi di ascoltare, immedesimarsi, comprendere, anziché cercar di affermare.
Non avendo le stesse capacità fisiche ne tantomeno intellettuali, é assurdo dare per ovvio delle convinzioni che pur essendo essere reali debbano essere forzatamente accette da tutti.
Non si vale con la ragione, ma con l’ascolto. Perché essa riporta alla condizione di uguaglianza, e di complemento.
Possiamo vantarci delle nostre conoscenze, o delle nostre culture, o anche della nostra ricchezza, ma dobbiamo domandarci in quanto siamo responsabili di tali stati.
Hai studiato? Se si, sei fortunato.
Sei intelligente? Se si, hai fortuna.
Sei ricco o hai una posizione sociale conveniente? Se si, hai fortuna.
Sei Uomo? Allora abbia pazienza, e sii parte del mosaico, senza richiamare l’attenzione sul tuo “io” sgargiante.

Buona notte mondo

E voi con chi ce l’avete

Dunque, da quel che leggo in giro la situazione oggi è la seguente: quelli che stanno a casa ce l’hanno con quelli che escono, mentre quelli che sono costretti ad uscire ce l’hanno con quelli che possono rimanere a casa. Quelli con i bambini ce l’hanno con quelli con i cani perché i cani possono uscire e i bambini no, mentre quelli con i cani ce l’hanno con tutti quelli che ce l’hanno con loro perché portare fuori il cane è la cosa più noiosa dell’avere un cane e ne farebbero volentieri a meno.
Quelli che non fanno sport ce l’hanno con quelli che vanno a correre perché se mi rompo i coglioni io è giusto che te li rompa anche tu, a prescindere da quanto la tua attività in solitaria possa essere pericolosa. Quelli che si rompono i coglioni ce l’hanno con quelli che si divertono sui balconi e quelli che si divertono ce l’hanno con quelli che gli rompono i coglioni. Quelli che non fumano e non giocano, ce l’hanno con quelli che affollano le tabaccherie e quelli che affollano le tabaccherie ce l’hanno con quelli che vanno al supermercato due volte al giorno che a loro volta ce l’hanno con quelli che escono con il cane che a loro volta ce l’hanno col cane che per altro comincia ad annusare la primavera e non potendo sfogarsi al parco come faceva fino a ieri, di solito si sfoga con un divano, con cuscino e a volte con la gamba di qualche umano.
Poi ci sono quelli che ce l’hanno col governo, col marito, con il Papa, con il vicino, con l’Europa, con gli scienziati, con la Cina, con i lombardi, con le sardine, il Circolo del tennis, la televisione, le dame di San Vincenzo e un po’ anche con il virus, ma quello reagisce malissimo ed è meglio non stuzzicarlo.
E voi con chi ce l’avete?

(copiato dal web)

Notte in… Alta marea

Venditti, si proprio lui, mentre in questi giorni in cui tutti sono richiusi in casa io uno dei pochi autorizzati a muoversi, il mio lavoro me lo permette e consente.

Poliziotti e carabinieri divenuti oramai miei compagni di viaggio, da autista privato in questo periodo in cui tutti son preoccupati e pensano solo al futuro, uno dei pochi a guardare avanti dal vetro di un auto… Autostrade deserte, ai confini del mare, via Caracciolo vuota tangenziale vuota, Brescia e 700 euro di guadagno pochi giorni orsono..

Mi piace essere uno dei privilegiati, lo ammetto, mai come in questo periodo dove tanti alieni, con guanti e maschere mi guardano stupiti.

Solo una fusciacca al collo, ne guanti ne tantomeno mascherina, un sorriso, serietà e diplomazia quando in auto un cliente è presente…da solo Rds a tutto volume, la mia nuova Techroad Dacia ad accompagnare me e sconosciuti per l’Italia.

Mi spiace per i confinati, non c’è indennità di rischio nel mio lavoro.

Ma mai come in questo periodo mi sto godendo la mia libertà, sono oramai quasi 6 mesi che non frequento nessuno e che sono felice.

Ho appena finito di organizzare il mio lavoro per domani, in un ora 150 euro, in questo periodo gente che lucra ed io che sempre son stato onesto sto ricevendo i miei frutti.

La sera è il mio momento di tranquillità, quando non lavoro nulla di meglio che rilassarsi con una tisana, una canna (quella non manca mai) ed Hawana la mia pitbullina à farmi compagnia.

A proposito, è in dolce attesa, dormiamo insieme ed il mio letto non è mai stato così caldo ed ospitale per me.

Devo proprio dirlo, mi spiace per voi isolati ma… Io mi sto godendo questo momento…

Autostrada deserta
Al confine del mare
Sento il cuore più forte di questo motore
Sigarette mai spente
Sulla radio che parla
Io che guido seguendo le luci dell’alba

Lo so, lo sai

La mente vola
Fuori dal tempo
E si ritrova sola
Senza più corpo
Nè prigioniera
Nasce l’aurora

Tu sei dentro di me
Come l’alta marea
Che scompare e riappare portandoti via….

Buondi isolati

Tutti a fare gare di speranza in un periodo di merda.
Tutti a trovare aspetti positivi in una situazione totalmente negativa.
Non si esce.
Non si lavora.
Non si guadagna.
E c’è ancora tanto da resistere.
Non al tempo. Esso è alleata di chi ha danaro.
C’è da resistere.
Alla fame per certi.
Alla disperazione per altri.
Alla solitudine per pochi.
Anzi di cantare per i balconi, chiedete.
Chi vuole cibo. Chi acqua. Chi una parola.
L’isolamento sta diventando l’apice dell’egoismo.
Pensate agli altri. Che siamo tutti chiusi.
Chi tra pareti di oro. Chi di paglia.

Buondì isolati.

Non ho tempo da perdere

Ho contato i miei anni ed ho scoperto che ho meno tempo da vivere da qui in avanti di quanto non ne abbia già vissuto.
Mi sento come quel bambino che ha vinto una confezione di caramelle e le prime le ha mangiate velocemente, ma quando si è accorto che ne rimanevano poche ha iniziato ad assaporarle con calma.
Ormai non ho tempo per conversazioni sterili ed interminabili, dove si discute di tutto sapendo che non si combinerà niente…
Ormai non ho tempo per sopportare persone assurde che nonostante la loro età anagrafica, non sono cresciute.
Ormai non ho tempo per trattare con la mediocrità. Non voglio esserci in compagnie dove sfilano persone gonfie di ego.
Non tollero i manipolatori e gli opportunisti. Mi danno fastidio gli invidiosi, che cercano di screditare quelli più capaci, per appropriarsi dei loro posti, talenti e risultati.
Odio, se mi capita di assistere, i difetti che genera la lotta per un incarico maestoso. Le persone non discutono di contenuti, a malapena dei titoli.
Il mio tempo è troppo scarso per discutere di titoli.
Voglio l’essenza, la mia anima ha fretta…
Senza troppe caramelle nella confezione…
Voglio vivere accanto a della gente umana, molto umana.
Che sappia sorridere dei propri errori.
Che non si gonfi di vittorie.
Che non si consideri eletta, prima ancora di esserlo.
Che non sfugga alle proprie responsabilità.
Che difenda la dignità umana e che desideri soltanto essere dalla parte della verità e l’onestà.
L’essenziale è ciò che fa sì che la vita valga la pena di essere vissuta.
Voglio circondarmi di gente che sappia arrivare al cuore delle persone…
Gente alla quale i duri colpi della vita, hanno insegnato a crescere con sottili tocchi nell’anima.
Sì… ho fretta… di vivere con intensità, che solo la maturità mi può dare.
Pretendo di non sprecare nemmeno una caramella di quelle che mi rimangono…
Sono sicuro che saranno più squisite di quelle che ho mangiato finora.
Il mio obiettivo è arrivare alla fine soddisfatto e in pace con i miei cari e con la mia coscienza. Spero che anche il tuo lo sia, perché in un modo o nell’altro alla fine ci arriverai….

Non dovete contare.. Dovete essere!!

Negli occhi altrui, ho trovato gemme.
Scintillanti di vita, preziosi di esistenza.
Li, tra le braccia di amati, ho taciuto l’ansia del futuro. In quel calore, molto più di una miniera d’oro.
Peregrinare ti porta via. E chi ti apre casa, ti riporta nel mondo. Le serrature si aprono, quando i cuori consentono. Ed ogni cuore che batte, consente la vita.
Ho provato altro; l’ambizione,il potere, la competizione; viaggiavo su un auto lussuosa, defecavo in un bagno di porcellana, mangiavo con posate d’argento. E mai più di allora, ero lontano.
Non solo la strada. I soldi, portano via. Isolano il cuore. Confondono lo spirito. Ingannano il cervello.
Per contare. Ma l’Uomo non è un conto.

Buongiorno amici.

Una coca cola

“Una coca cola…”.
Così rispose con gli occhi rivolti a terra, le mani intrecciate ed i piedi composti.
Aveva su per giù 7 anni. Vestiti troppo grandi, sporchi, e non aveva scarpe al piede.
“Una coca cola…”. Tutto qui.
Non l’aveva mai bevuta.
Era uno di quei piccoli venditori ambulanti mandati in giro da genitori rom che si trovano nei pressi di ogni ristorante o angolo della strada. Vendeva accendini ed aiutava la famiglia economicamente. Forse, non andava neppure a scuola, benché rispose di si.
Una “coca cola”. Non soldi, non cibo, non vesti.
Il bambino voleva sapere del gusto di quella bevanda che non si era mai potuto permettere. Qualche suo fratello l’aveva già assaggiata ed aveva passato ore ed ore a raccontarne il gusto frizzante, la freschezza nel palato, il sapore unico di una bevanda creata dai ricchi. Voleva entrare nella cerchia di coloro che avevano bevuto una coca cola. Tutto qui.
Dopo poco tempo, il mio bicchiere, giallo di succo di ananas, faceva compagnia ad un altro bicchiere, scuro di coca cola, cancrenato di capitalismo.

Buondì mondo