Buon pomeriggio, meditando su una spiaggia

Li dove sei.
È li che vorrei star,
C’è sole, c’è il mare, si sentono anche cantare gli uccelli.
Ma son fragranze, sensazioni e suoni.
Essenza, presenza, voce interna.
Quel che sei tu, é quel che fa me.
Li dove sei.
Cé un dolce cantar.
Un deserto senza caldo, una foresta senza insidie.
Nessun domani di te, solo infinita. Mi fa sorridere la varietà di espressioni usate dalle persone per giustificare se stessi.
Quel che fate, è quel che siete.
La via più breve per raggiunger l’amore è la musica. Così disse qualcuno.
Oltre i colori, per raggiungere i cuori, e riconoscersi in un unica umanità. I rancori sono macigni nell’anima.
Pesi che rendono vani le ali. Guardate i bambini di Posillipo.
E guardate i bambini della sanità.
E ditemi. Se per loro è la stessa Napoli.
Guardate quelli del Nord, con le loro autostrade linde e le loro macchine nuove, e guardate quelli del sud con le loro buche e macchine vecchie rottamate dal Nord.
E ditemi se è la stessa vita.
Guardate gli altri, e guardate voi stessi.
E ditemi, se non è la stessa vita. Cortesia e gentilezza non dovrebbero passare per debolezza o lacune di logica.

Bisogna domandarsi di se stessi e della propria vita. Bisogna chiedersi se si è convinti di poter migliorare la propria vita non si sia cominciato a peggiorare quella degli altri.
Bisogna accettare pur non comprendendo, e bisogna pur comprendere che non tutto si può capire.
Bisogna ricordare le nostre frustrazioni e le nostre sofferenze, bisogna sentirne il dolore, al fine di non prolungarlo.
Bisogna guardare in se stessi, in quella intimità unica, bisogna sbirciare i propri desideri, quelli nascosti e quelli esposti, così come bisogna mangiare e bere, per vivere e gioire.
Bisogna guardare il male. Quello subito, quello che lascia orme sulla pelle e nell’anima, e ricordare se stessi.
Bisogna domandarsi sempre. Quanto immensa possa essere la gioia in noi. E chiederci come si possa rifiutare ad altri.
Bisogna capire, se si è scelto di nascere donna o uomo, menomato o malato, ricco o povero. Per capire, quanta colpa ci sia nell’innocenza di una vita.
Bisogna sapere perché i porti sono stati costruiti. Se per le persone o per le merci.
Bisogna essere, per far essere.
Buon pomeriggio da una spiaggia in meditazione

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...