Buonasera bella gente, giornata di addii

È un periodo molto strano.
Torno spesso nei posti che amavo quando arrivó a Napoli.
Tocco le pietre dei castelli, prendo la sabbia nelle mie mani, sfioro le mura dei musei.
Ma soprattutto, me li imprimo nella mente.
A volte, finisco di lavorare tardi nella notte, e ne approfitto per viverla come pochi conoscono. Mi siedo sulle panchine vuote, abitate di giorno, solitarie di notte, e guardò la città respirare in silenzio.
È un lungo e doloroso addio.
La mia Napoli, mi manca di già.

Quell’ansia, quell’angoscia, quel terribile senso di incomprensione, credevo di averli superati.
In realtà, eran celati.
Dietro fumi ed alcol, ma soprattutto, dietro le angosce altrui.
In quegli ascolti di dolore, in quell’affiancare gli altri, nel condividere dolori in anime altrove.
Non ho passione per l’Uomo, ne sono uno. Ho curiosità. O perlomeno avevo.
Non ci si può sbarazzare di se stessi, ma possiamo nasconderci. Per tentare di dimenticare. Ciò che siamo senza gli altri, e ciò che gli altri sono senza di noi.

Quelle presenze che sono assenti.
È quella la solitudine.

Non ho idee oltre. Tantomeno spiegazioni da aggiungere.
Un velo di tristezza continua ad abbattersi oltre che sulla mia vita, nel mondo stesso. Si ergono più muri, si costruiscono più armi, si odia il prossimo proprio perché è in prossimità.
La mia penna, sgorgherebbe sangue di questi tempi, ma soprattutto, scriverebbe righe e righe col solo punto interrogativo.
?
Un perché che trova origine nel lontano della bestia che vive nell’Uomo. Un perché mai risposto che rende il presente un incubo.
Siete pure voi dicono… ma anche le donne, i bambini, i poveri. Tutti, proprio tutto, è in lutto.
Non voglio dire parole di morte, ne raccontare di paure e di dolore, non voglio scrivere di ingiustizie, non sono Baudelaire.
Sono un uomo, e vivo la colpa di sentirmi Uomo.
Quello stato che non mi è concesso da chi oltre a me, non ha altro che armi, potere.
Sono colpevole di quella povertà che ti toglie voce e ti mette nei ranghi dei servi dei potenti.
Ho rotto le catene, e vivo in quella giungla resa inferno da coloro da cui sono scappato.
Non c’è pace.
Tutti si temono. Eppure si dichiarano capaci di amori incommensurabili. Si, è vero. Ma per loro stessi.
Giudichiamo. Con la coscienza di esserlo. Alterati dagli altri, alteriamo l’altrui.
Non ho fermato la mia penna. Essa, si rifiuta di scrivere di voi, di noi.
Buonasera bella gente.. Giornata di addii.

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