Notte, non chiedetemi se sono felice

Sto bene e vado avanti, ho un sorriso per chiunque, cerco di fare allegria a tutti come ho sempre fatto, metto di buonumore chiunque e sono fiero di ciò.

Riesco benissimo ad indossare la maschera che ormai come quella di ferro è saltata e inamovibile dal mio volto.

Ma non chiedetemi se sono felice, vi mentirei, non posso essere felice, vado avanti, continuo a vivere perché questo per ora mi sento ancora di fare.

Oggi ho parlato con Raouf il mio coinquilino e mi ha detto che vive la sua vita sine a quando a lui sta bene di viverla, quando si stancherà secondo lui dovrebbe essere giusto poter scegliere autonomamente quando farla finita.

Sono completamente d’accordo.

Ognuno dovrebbe essere padrone di poter decidere della propria vita.

Io spero di riuscire a durare sin quando riesco.

Altrimenti, ho già un piano.

Nel frattempo non chiedetemi se sono felice…

Notte a tutti

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Buon pomeriggio amici ricco d’amore

Loro avevano ricordi.
Ne volevano di nuovi, cercavano un presente che potesse essere diverso dal loro passato, erano diretti verso un mondo dove il futuro non é precluso.
Loro avevano vite. Perlopiù, impossibili, ardue, sacrificate, spesso, pericolose. Lo sapevano che sul mare non ci sono strade.
Ma laddove erano, li da dove sono scappati, c’era solo morte.
Loro avevano speranze. Poiché si amavano. Offrivano loro stessi, schiavi moderni, in cambio di un futuro, in cui la vita, non sia semplicemente una scommessa.
Sono sprofondati poiché non felici, ignoti, da noi stessi ignorati e logorati
Non sono andati oltre. Sono morti. Ma ciò che provano ed hanno provato non si dimentica. La memoria non esiste nei cimiteri di massa degli amanti e degli innamorati.
Erano diretti verso una nuova vita. La vita l’hanno persa, poiché i loro cuori erano chiusi, poiché le loro anime sono refrattarie, poiché non avevano alternativa che amarsi l’un l’altra.
Meno litigi,nessuna paura, nessun morto, solo amore profondo come il mare.
Le decisioni del cuore hanno reso ancora più dure l’unione obbligata di due persone, due anime, che vedono le loro vite assieme per sempre per la loro felicità. Le persone e ke anime non si lasciano morire, ovunque siano, sfideranno la morte pur di non aspettarla placidamente, cercheranno di salvare l’amore che provano senza sacrificare loro stessi, aprendo i cuori, lottando e vivendo le loro paure.
Loro non erano pronte. Scappavano dall’amore. Non andavano oltre, si sono diretti in cuori lontani e si svuotavano di volta in volta che cercavano invano un amore insano, un inganno.
Loro erano in cerca di una via sul mare.
Alla fine hanno capito che la loro strada comune per camminare sulle acque era tenersi per mano. Ed oggi ci stanno provando,oggi ci proviamo.
Buon pomeriggio amici ricco d’amore

Notte a tutti ricca di valori… Spero

Incastrato.
Da una società spietata.
Da popoli frammentati ma riuniti in valori ed in regole.
È carcere di esistenza, é sopravvivenza in paradiso, é isola di rovi.
Nessuna appartenenza per contare. I ruoli, non sono sinonimi di importanza, la vita, essa, si.
Questo mondo, non é solo tondo, ma anche tonto.
Il tanfo di ipocrisia fuoriesce da tutte le parti.
Dicono il pesce puzzi dalla testa, l’Uomo, invece, puzza tutto.
Non accettate questo. Non differenziate gli esseri, non vi adagiate di voi in altri, non vivete nei ranghi, ne tantomeno accettate le bugie.
Le verità possono essere deludenti, ma lo sono per noi, non per il resto.
Da quel carcere, certi scappano con Dio, altri invece, con l’infliggersi la cecità.
In fondo, tutti sanno che l’Uomo, é l’Uomo.
Ma per secoli, l’Uomo ha subito un lavaggio della mente, spesso, non tale si sente, e di conseguenza, sminuisce altri uomini, pur di sentirsi tale.
È percezione indotta, sbagliata, e dannosa. Per chi la prova, poiché é la prova stessa del suo senso di inferiorità, e per chi la subisce, costretto a difendersi da un ovvietà non riconosciuta.

I porti sono chiusi.
La povertà aumenta.
La criminalità dilaga.
Hanno chiuso i porti.
Per star meglio hanno detto.
Ma era solo un detto.
Ci sono più buche, meno lavoro, più paura.
Dicevano che era colpa dell’uomo nero.
Hanno circondato il mare, per impedirne il passaggio.
Hanno accusato uomini disperati di essere colpevoli dei loro mali. Li hanno anche chiamati maiali.
Hanno chiuso i porti. Ed ora chiudono gli occhi. Poiché dapprima, hanno chiuso le menti.
L‘irrazionalità è figlia della bestia in noi.

Non si guarisce di avidità, di razzismo, di fascismo o di nazionalismo. Si guarisce di importanza. Attraverso la consapevolezza, realizzazione. Ogni vita vale ogni vita. E la nostra é la testimonianza che tutti meritano di più. Quanto vorrei, ha lo stesso peso del volere altrui. La felicità non é ciliegina sulla torta, dovrebbe essere il più grande progresso dell’umanità. Non si può rimproverare niente all’essere umano, ma semplicemente educarlo a credere in se stesso. Al fine di cambiare verso la direzione giusta. Non saranno i soldi a cambiare noi, il mondo, siamo sempre noi a decidere cosa fare di noi. La realtà é ridicola dinanzi all’evidenza, la persistenza nell’errore, benché profittevole a noi stessi, danneggia radicalmente il tessuto dell’umanità. Gli argini però, in caso di rinuncia ai propri muri, dovrebbero essere gli altri. Ma quando gli altri non comprendono il disegno globale, occupati a salvare se stessi, allora ci si affida al niente, anzi, ci si affida all’illusione. E nessuno, proprio nessuno, vuole avere un illusione come futuro. Ma la resistenza alla realtà é logorante. Da tutte le parti, ci sono pressioni immani, perlopiù, umani, a reggere questo immenso caos, le piccole pareti della nostra anima, la cella del nostro spirito. Condito con le abitudini della famiglia, del lavoro, dell’amore. L’importanza di se stessi, la necessità di raggiungere un naturale equilibrio, sono desideri da prestare ad ogni forma di vita, essa sia vegetale o animale, Dal bene degli altri, dipende il nostro. L’Ego si contrappone a tale pensiero con gli atti. Benché essi indotti, gli atti trasgrediscono su di noi. La società ci spinge al bene nostro prima di quello comune con l’esaltare il successo, la competizione. Il bene comune invece rappresenta totalmente il nostro bene; cosi come la società ha proclamato e messo malamente in atto. Poiché la società ha scelto di frazionare tale bene in segmenti, riservando porzioni maggiori in base a criteri, cosi sbagliando di base un concetto molto semplice. Il bene comune implica una considerazione di se stessi come principio, non più solo parte, come sommità, non più mattone. Il bene comune spazza via tutti i concetti con cui siamo cresciuti, smentisce il principio stesso per cui ci hanno preparati, formati. Allenati per una battaglia che l’unico modo di vincere é non combattere.

Cosa ci resta? Sullo l’amore per il prossimo e per colei che vorremmo come famiglia. I primi li amo sempre la seconda spero impari a fidarsi di me.

Notte a tutti ricca di valori… Spero

Sale amore e vento

Tu che hai dato al vento il tuo profumo
E alle stelle hai dato gli occhi tuoi
Sei nell’aria fresca del mattino
E senza te mi perderei
Vedo la tua isola da qui
E potrei venire a cercarti
Ma c’è troppo mare tra di noi
Anche se per te lo affronterei
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me
E così una musica lontana
Ti accarezzerà con le sue note
La tua pelle è una potente droga
Che può portare un uomo ad impazzire
Vedo la tua isola da qui
E potrei venire a cercarti
Ma c’è troppo mare tra di noi
Anche se per te lo affronterei
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei inevitabile per me
L’unica alba possibile
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me
Sei sale, amore e vento su di me

Bella e rovinata

Mi hai chiesto di volare
Ma io non lo so fare
Sono abituato a rialzarmi a furia di cadere
Tu che mi stringi forte
Perché non vuoi che vada
Prima una chiacchierata e poi l’amore in autostrada
Nascosti da tutto e da noi
Domani, di nuovo, se vuoi
E pensaci mentre respiri stai urlando
E allora resta ancora cinque minuti
Tanto lo sai che poi saranno ore
E passeremo la notte
Con i sedili giù e con un’alba in più
Hai smesso di studiare
Sei andata a lavorare
Per farti quattro soldi ed un vestito da sfilata
Io che c’ho un vuoto dentro
Tu bella e rovinata
Da quella storia che ti ha fatto male
E ti ha cambiata
Ma adesso non badarci se puoi
Domani è già tardi per noi
E pensaci, mentre respiri stai urlando
E allora resta ancora cinque minuti
Tanto lo sai che poi saranno ore
E passeremo la notte
Con i sedili giù e con un’alba in più
Ta ra ta ta ra
Ta ra ta ta ra
Ta ra ta ta ra
Ta ra
E allora resta ancora cinque minuti
Tanto lo sai che poi saranno ore
E passeremo la notte con i sedili giù
E con un’alba in più
Con i sedili giù
E con un’alba in più

Buon risveglio mondo, copritevi bene

Ho la febbre.
È debilitante.
Dona un senso alla salute. Poiché ne toglie.
A volte un po’. Come quando i brividi percorrono il corpo facendolo leggermente trasalire.
Altre volte invece, sono gli spasmi a percuotere , il caldo a dominare nel freddo, o vice versa.
Molti credono nel miracolo dei farmaci.
Io sono uno di quelli che crede nel miracolo dell’amore. Della vicinanza, della mamma.
È curioso che quando lo spirito abbassa le sue barriere, ci si ritrova di nuovo nell’infanzia, si desidera affetto, si vuole calore, ma umano.
So fare un brodo, ma con mani diverse, piene di amore, avrebbe un altro sapore.
Mi chiedo se mi amo abbastanza.
Mi abbraccio, cerco di baciarmi, mi accarezzo.
Ma c’è pluralità nell’esistenza per ognuno di noi. A volte, senza apparente senso, come il sole e la luna che si rincorrono, come il cane ed il gatto, pure il deserto, dà senso al mare.
Qual’è il mio senso mi chiedo?
Mi rendo conto di non volere un senso, realizzo che sono gli altri a volermi definire, mi accorgo che sono esattamente laddove non vorrei essere, lontano dai miei figli.
Sotto le coperte, sudo, sopra, gelo.
Mi viene il pensiero che la febbre potrebbe essere la mia alleata. Sono due giorni che non riesco a dormire, eppure, sono uno di quelli che ha la fortuna di aver un letto, in una casa.
Forse con la febbre sempre, avrò una doppia vita.
Questo non mi basta. Lei non c’è. Lei non c’è, lei non c’è.
Penso a lei ed a me.
Credo a lei piacerebbe che la mia febbre non fosse febbre e che sia così nella normalità.
Acconsento, sono docile. O meglio, la forza di combattere, non c’è.
Forse è questa la soluzione alle guerre nel mondo. Trasmettere la febbre a tutti i combattenti del mondo.
Sono sicuro che molti di loro vorrebbero la mamma.
È tardi. Non so nemmeno che ora sia. L’ora di dormire è superata da un po’. Guardò il cellulare ma evito l’angolo in cui si vede l’ora, mi rattristerebbe.
Cosa ci faccio qui mi chiedo ancora.
Dovrei essere fuori. Magari col cane. Ma fa freddo. Un freddo cane. Chissà se Hawana, il mio cane, riderebbe della battuta.
Credo che domani avrò le occhiaie. Si vedranno, saranno nere.
Che bel colore il nero. Nel buio, non vedo altro che me, ma sento tutto.
Vagamente, ripenso a me nel contesto dove vivo.
Le stufe di Nerone!
Ecco la soluzione. Entrare nelle viscere della terra, immergersi nei vapori bollenti, e lasciare lì quel male che mi avvilisce.
Ho la macchina, non sono difficili da raggiungere.
Una volta, tanto tempo fa, ci andai. Due persone se ne andarono. Pare che non gradissero la mia allegria.
Sorrido nel buio all’idea della sua mancanza.
Rovina la mia vita e quella di altri milioni di esseri umani la mancanza dell’amore è della donna amata. Mi chiedo se gli innamorati hanno la febbre. E se loro prendono la Tachipirina. Sicuramente no. Si professano diversi. Probabilmente, ci sarà la mamma al loro fianco.
Ho le gambe a pezzi. Come se avessi corso per parecchio. Anche il resto del corpo non se la vede bene. Mi fa male tutto. E pure lo stomaco si rivela il mio nemico.
Ho fame, e sono sazio.
Smetto di pensare ai fatti. La verità è che ho paura. La febbre toglie l’ottimismo. Non sono sicuro che arrivi col pessimismo, ma c’è più realtà del solito.
Ho paura. Come qualunque Uomo.
Non voglio essere lasciato solo. Ne da mamma, ne da lei. Probabilmente è perciò che non lascio nessuno solo.
Domani arriverà. Lo spero. Se senza male, domani allora sarà meraviglioso. Forse è già domani. Ma non fa niente. Sarà per dopodomani.
Buon risveglio mondo. E copritevi.

Paura? Reagisci

A volte è un pensiero passeggero accompagnato da una lieve contrazione nel corpo. Altre, una nube pesante e nera, fitta di immagini che ci impediscono di prendere sonno. Altre ancora, è un insieme di sensazioni fisiche così intense che quasi ci sembra di morire, e non a caso alcuni di noi si precipitano al pronto soccorso a chiedere rassicurazioni. Sto parlando della paura, la reazione naturale di ogni essere umano di fronte a una minaccia vera o percepita. O chiamatela, se volete, ansia, preoccupazione, panico, stress o come diavolo vi pare. Fatto sta che ci riguarda tutti, anche quelli più coraggiosi fra noi, e proprio per questo oggi ve ne voglio parlare, condividendo con voi un paio di riflessioni e suggerimenti che spero possano aiutarvi non solo a conquistarla, ma a usarla come motore per diventare persone migliori.

La paura fa parte delle nostre vite

Che sia la paura di parlare in pubblico, l’ansia da performance, il timore di non essere amati o la fobia di qualcuno, sappiate una cosa: non esiste una vita senza paura, né soluzioni facili per liberarvene. Potete bere, drogarvi, fare sesso a più non posso, comprare oggetti meravigliosi o lavorare come matti. E forse, per un po’, non la sentirete. Ma poi, quando meno ve lo aspettate, la paura tornerà a farvi visita. Sta a voi decidere: se continuare a fuggire attraverso scelte che, nel tempo, rischiano di farvi sentire sempre più deboli, oppure affrontarla.

Con le vostre paure, siate più simili a Trudeau che a Trump

Così come Donald Trump con il Messico, di fronte alle nostre paure potremmo avere una gran voglia di erigere muri. Seguite, piuttosto, l’esempio di Justin Trudeau. Date loro il benvenuto un po’ come il primo ministro canadese ha fatto con tutti i rifugiati, sapendo che accoglierle vi renderà, nel tempo, più forti. In altre parole, prendete atto che la paura c’è, e diventate curiosi. Stilate un elenco delle vostre paure giornaliere e iniziate a conoscerle. Che cosa sentite nel corpo quando avete paura? Dove lo sentite? Sono sensazioni che restano sempre uguali, oppure cambiano? Invece di giudicarle e affannarvi a liberarvene, fate amicizia con le accelerazioni del battito cardiaco, il sudore alle mani, gli aggrovigliamenti della pancia, e con tutti gli altri segnali che la paura è con voi. E se una vocina vi dicesse che questa è follia, che non dovete assolutamente farlo, ricordatevi che non esiste nulla di più spaventoso di ciò che evitiamo.

Siate gentili con voi stessi

Se siete di quelli che si rimproverano per le proprie ansie e paure, fatevi un enorme favore: smettetela. Avere paura è umano. Ripetete vi prego: avere paura è umano. Poi, a seconda di come vi relazionate con la paura, potete diventare dei vigliacchi così come dei supereroi. Diciamo che se volete avere un cuore aperto – sapevate che la parola coraggio deriva dal latino coraticum, che deriva da cor, che significa cuore?- il primo passo è calmare la mente. E se vi giudicate troppo severamente, la mente si riempie di pensieri inutili. Ricordatevi piuttosto di tutte le vostre qualità. Fatene un elenco, oppure chiedete a qualcuno che vi vuole bene.

L’impazienza è il vostro più grande nemico

Soffriamo inutilmente non solo quando siamo troppo duri con noi stessi ma anche, e forse proprio per questo, perché siamo impazienti. Ci aspettiamo di conquistare la paura in un minuto, un giorno, una settimana, un mese. In ogni caso, nel tempo che ha stabilito il nostro critico interiore. Badate bene: potremmo anche superare una paura in un momento straordinario ed epifanico, ma non possiamo decidere a priori quando arriverà. Se state lavorando sulle vostre paure, o con qualsiasi altra emozione difficile valorizzate il percorso che state facendo, indipendentemente dal risultato finale che avete in mente. Vi aiuterà ad acquisire consapevolezze durature, invece che fugaci vittorie che vi rendono ancora più ansiosi.

Non si tratta di respingere, ma di lasciare andare

Una volta che avete dato il benvenuto alla paura, lasciatela andare, io ho fatto così. Lasciare andare non ha nulla a che vedere con il respingere, ma deriva naturalmente dalla scelta di spostare l’attenzione da un oggetto a un altro. Quando sentite che è possibile lasciare andare i pensieri legati alla paura, semplicemente fatelo. Se state meditando, tornate a sentire le sensazioni del respiro. Se siete nel resto della vostra esistenza, dedicate la vostra energia a ciò che conta davvero per voi in quel momento. Nei casi di paura intensa, vi troverete dopo poco ancora impigliati nelle maglie dei suoi pensieri. Non innervositevi, fate di nuovo amicizia con la sua presenza (tornate al punto 2) e, quando sentite che ha allentato un po’ la morsa, lasciate di nuovo andare. Coltivare l’arte di lasciare andare, che non è un atto di rinuncia ma di potere, è fondamentale non solo per vedere più chiaramente le nostre reazioni automatiche, ma per iniziare a fare scelte nuove, più benefiche per noi e per gli altri. Sapere lasciare andare vuol dire essere liberi.

Meditate

La meditazione è uno degli strumenti più potenti che conosco per affrontare la paura e non è un caso che l’ultima parte di Mente Calma Cuore Aperto sia dedicata alla mindfulness delle emozioni. Quando ci sediamo con noi stessi, senza fuggire nell’azione come siamo troppo abituati a fare, stiamo coltivando tutta la pazienza, il coraggio e la gentilezza che ci servono, e che sono già disponibili in abbondanza dentro di noi, per affrontare le nostre paure. La stessa postura meditativa, che invita ad assumere una posizione comoda ma con la schiena dritta, incarna la possibilità di stare esattamente al centro della nostra esistenza, qualsiasi cosa stia accadendo, con rilassatezza, eleganza e dignità. Non è cosa da poco e forse è anche per questo che, chi medita da un po’, riferisce di potere persino sorridere alle proprie paure.

Chiedete aiuto

Non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo sempre fare tutto da soli. Chiedere aiuto è una forma di coraggio e condividere le nostre paure con qualcuno che sa accoglierle può essere un grande sollievo. Confidatevi con gli amici veri e, nei casi di paura invalidante o cronica, rivolgetevi a uno psicoterapeuta. Avere paura è umano, evitare di prendersene cura è un atto di malvagità del nostro critico interiore nei confronti di noi stessi. Mandatelo a quel paese.

Festeggiatevi!

Infine, mi raccomando, celebrate ogni vittoria. Ricordatevi che, ogni volta che scegliete di fare amicizia con le vostre paure, avete fatto un passo nella direzione giusta. Datevi una pacca sulla spalla e, quando tornano, provate a conoscerle ancora un po’ meglio. In ogni caso, per il solo fatto di rispondere all’appello della vostra vita con coraggio, pazienza, curiosità e gentilezza, avete vinto.

Combatti le tue paure.. Proviamoci assieme

Buon anno, tiriamo le somme

In primis vorrei semplicemente augurarvi buon anno, vi auguro che si realizzi almeno uno dei vostri desideri (il mio è sempre lo stesso).

Tirando le somme è stato un anno molto positivo, sono cresciuto, interiormente molto, sono cambiate molte cose, pian piano (ma sono ancora lontano) sto imparando a gestirmi economicamente, anche se visto che guadagno bene e mi piace la bella vita è ancora difficile.

Ho imparato ad accettare ciò che la vita ha da offrirmi e a superare le prove che mi propina e se anche dovessi fallire, si benissimo che avrò altre possibilità di crescita.

Ho imparato e sto imparando ad aver pazienza, a fregarmene di coloro che non mi meritano (99% quell’unico uno per cento lo lascerò a vita)

Ho imparato a non fidarmi ciecamente ma a donare la fiducia pian piano.

Sul fronte amoroso ho capito che cercare non serve a nulla, inutile spingersi a provare qualcosa, sine a che hai qualcuno in mente gli altri saranno solo paliativi allora meglio stare solo.

Sul fronte dieta e salute ho perso di tutti i fronti, ma d’altronde non si può vincere sempre. Ma come si dice dall’anno nuovo… Magari mi iscriverò a yoga ed andrò a correre la mattina… Sperando di riuscire a farlo.

Fronte economico… Dieci con lode.

Fronte viaggi,, mi piacerebbe farne uno a gennaio.. Non da solo possibilmente ma se non ci sono altre soluzioni…

Che altro dire… Non so. Un pensiero ad una persona speciale.. Grazie di esserci anche con i tuoi momenti no, con le tue gelosie ed i tuoi blocchi.

Grazie per avermi letto ore 6 guardo un film e spero di dormire… Domani… È un altro giorno

Vorrei innamorarmi

Si vorrei innamorarmi, di quell’amore che fa funebri le delusioni e l’ultimo tuo amore che con le sue catene ed ululati infesta i meandri della tua anima. Si trascina a brandelli tra i sotterranei e le stanze del tuo castello mentale e non riesce a farti essere sereno ma solo rende per te l’amore un posto umido e terrificante, un qualcosa che non riesci più a vedere in quanto quel fantasma ha infestato il tuo amore.

Ed allora credi che un giorno quel fantasma quando realizzerà i suoi errori e sarà perdonato sparirà o… Diverrà reale e voi vivrete felici e contenti.

Nel frattempo, nel frattempo di fior in fiore come un’ape assetata e morente cerco appoggio e calore, ma non mi sazio, di nulla di quel polline amaro, che dolce nei tuoi ricordi tu stia a saggiarlo..

Perso, nel mio castello quale fanciullo in preda agli orrori, mani sugli occhi ed urla di dolori.

Cerco nei fiori un po’ di sostegno, mentre crollar vedo il mio instabile regno…

Buona domenica anima belle e già innamorate

E se piovesse il tuo nome?

Non ci siamo mai dedicati
Dedicati le, le canzoni giuste
Forse perché di noi
Non ne parla mai nessuno
Non ci siamo mai detti le parole
Non ci siamo mai detti le parole giuste
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
La città è piena di fontane
Ma non sparisce mai la sete
Sarà la distrazione
Sarà, sarà, sarà
Che ho sempre il Sahara in bocca
La città è piena di negozi
Ma poi chiudono sempre
E rimango solo io
A dare il resto al mondo
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se non scendo a quella giusta è colpa tua
Non ci siamo mai visti per davvero e
Non ci siamo mai presi per davvero in giro
Neanche per sbaglio
Neanche per sbaglio in silenzio
La città incontra il tuo deserto
Che io innaffio da sempre
Sarà la mia omissione
Sarà, sarà, sarà
Che ora ho un fiore nella bocca
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se, se non scendo a quella giusta è colpa mia
Ma senza te chi sono io
Un mucchio di spese impilate
Un libro in francese che poi non lo so
Neanche, neanche bene io
Se devi andare pago io
Scusa se penso a voce alta
Scusa se penso a voce alta
Se in mezzo alle strade
O nella confusione
Piovesse il tuo nome
Io una lettera per volta vorrei bere
In mezzo a mille persone
Stazione dopo stazione
E se, se non scendo a quella giusta è colpa